La magia di Cana, presepe a cielo aperto. Dopo
una serie di curve, in un'atmosfera ovattata appare Cana, su un
rilievo montuoso con attorno il torrente Trasubbie ed i resti delle
mura fuse con le case. Fermarsi a guardarla è come meditare, a Cana è come fosse sempre dicembre tutto l'anno.
all'interno del borgo troverete:
dal blog Quellidicana.it
Delle origini medioevali di Cana oggi rimangono i resti della Rocca aldobrandesca, detta anche Rocca al Cane, della quale rimangono alcuni tratti delle Mura inglobate nella struttura delle case. Nel borgo si possono identificare anche alcuni case signorili dai particolari architettonici, tra cui il palazzo civico.
Arrivando in paese si incontra la Chiesa della madonna del Conforto, di epoca rinascimentale, fronteggiata da un portico. Proseguendo si giunge alla parrocchiale intitolata a San Martino, del XII secolo, pesantemente rimaneggiata nel novecento su progetto degli architetti Luzzetti e Boni; i tratti antichi sono stati conservati solo dal campanile che la affianca.
Poco piu avanti si giunge in piazza Vittorio Emanuele, attorniata da case con scale esterne e logge. Al centro della piazza si erge la bella cisterna medicea abbellita da sei colonnette sormontate da sfere. Dalla piazza si può scendere, a destra, verso il “Borgo di sotto”, a sinistra invece si entra nel Castello, ove, tra le abitazioni si celano il Fortilizio, il Palazzo della Giustizia, e la cosiddetta Casa del Gran Cane, e infine il punto panoramico del “Portino” che in pratica ricalca il percorso delle antiche mura. Da qui lo sguardo spazia fino alla costa, alla valle dell’ombrone e verso l’interno fino alle colline di Stribugliano.
Dal: Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana (E. Repetti) http://193.205.4.99/repetti/ abitanti.
CANA in Val d'Ombrone senese. Castello con due subborghi e pieve (S. Martino) nella Comunità Giurisdizione e circa
5 miglia toscane a ponente di Roccalbegna, Diocesi di Sovana, Compartimento di Grosseto. Risiede sui poggi che
propagansi a ponente dal monte Labro fra i torrenti Trasubbio e Trasubbino.
È forse quel casale di Cannule del contado di Sovana, del quale si fa parola in una carta della badia Amiatina scritta in
Sorano nel mese di novembre dell'819. Questo castello faceva parte dello Stato Aldobrandesco toccato al ramo dei conti di S. Fiora mediante l'atto di divise
fatto nel dì 11 dicembre 1272. In seguito la signoria di Cana passò nella famiglia Tolomei di Siena, da un individuo della
quale (Giorgio) l'acquistò la Repubblica nel 1410 insieme col suo distretto.Li statuti comunitativi nel castello di Cana furono redatti nel 1486, due anni prima che fosse fatta una convenzione fra la
Repubblica Senese e i terrazzani di Cana, fra i di cui capitoli eravi l'obbligo di un palio del valore di lire 30 da portarsi
ogni anno per la festa di agosto a Siena.
La pieve di S. Martino a Cana, nel 1594 comprendeva 589 abitanti; nel 1640 ne aveva 462, e nell'anno 1833 contava 542 abitanti.

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